Il suo nome viene dal Kashmir, regione storica attualmente divisa tra India, Pakistan e Cina, da dove si esportò verso l’Europa sin dall’inizio del XIX secolo.Il cashmere (nome inglese) o cachemire (nome francese), in italiano adattato di rado come casimiro, casimira, casimirra o cascimirra, è una pregiatissima fibra tessile formata con il pelo di Capra hircus. La mano del cashmere è morbida, setosa e vellutata, dà una sensazione calda e soffice.

La parte più sottile e fine è la peluria del sottomantello ed è chiamata duvet, cioè lo strato inferiore soffice e lanoso; la parte più grossa con peli rigidi e ruvidi proviene dal mantello esterno ed è chiamata giarre. Per raccoglierlo si esegue una pettinatura manuale del mantello durante la stagione della muta, che avviene in primavera. La produzione si aggira in media tra 100 e 200 grammi di pelo fine per ogni animale adulto.

L’Italia è il primo trasformatore al mondo di cashmere pregiato. Uno dei distretti più importanti per la lavorazione del cashmere è quello del biellese e della Valsesia, nel nord del Piemonte.

Qui hanno sede le più importanti aziende al mondo che lavorano questa fibra con un ciclo completo di produzione: dalla selezione del fiocco di cashmere (quello migliore si riconosce per la lunghezza delle fibre, solitamente proveniente dalla Mongolia) fino alla trasformazione in filato e quindi in tessuto.

Grazie alla purezza dei torrenti Sesia e Cervo e alle caratteristiche chimico-fisiche delle loro acque è possibile lavorare il cashmere ottenendo una morbidezza assoluta, difficilmente riproducibile altrove.

Tra i principali trasformatori di cashmere di lusso situati in questo distretto ci sono Loro Piana (di LVMH), Zegna Baruffa Lane Borgosesia, Lanificio Colombo, Ermenegildo Zegna, Piacenza Cashmere; altri grandi produttori Italiani di capi in cashmere si trovano nel distretto tessile della regione Umbria, quali Brunello Cucinelli e Lamberto Losani Cashmere.

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