[CS] MINISTERO INTERNO – PREFETTURA FIRENZE, MESSA ALLA PROVA NEL PROCESSO PENALE

Si tratta di un istituto giuridico, in vigore dal 2014, che impegna gli imputati in servizi di pubblica utilità o in lavori a favore della collettività in alternativa al carcere. La “messa alla prova” è l’istituto giuridico che consente la sospensione del procedimento penale e l’affidamento dell’imputato a lavori di pubblica utilità oppure a prestazioni non retribuite in favore della collettività.

L’istituto, che in passato era previsto solo per i minorenni, dal 2014 è stato esteso anche al settore degli adulti per i reati di minore allarme sociale e purché ricorrano determinati requisiti e condizioni da parte dell’imputato.

La “messa alla prova”, a differenza delle misure alternative alla detenzione (semilibertà, affidamento ai servizi sociali, detenzione domiciliare), riguarda persone indagate, ma non condannate, e può essere concessa dal giudice per reati puniti con la reclusione fino a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, ed è esclusa per i contravventori e delinquenti abituali e professionali.

Si tratta di una innovativa risposta del sistema penale, con una ratio rieducativa, socializzante e riparativa del danno provocato dal reato; inoltre ha una funzione deflattiva essendo una vera e propria sanzione da scontare all’esterno del circuito carcerario.

L’obiettivo è quello di ampliare il numero di soggetti istituzionali del territorio provinciale disposti ad accogliere nel proprio ambito le persone che scelgono la messa alla prova.

Silvia Lagorio
Ufficio Stampa