Europa, Il futuro incerto dei Balcani

Il prossimo luglio 2017, l’incontro dei sei Paesi membri dell’Ue che sostengono il processo (Germania, Austria, Francia, Croazia, Slovenia e Italia), dei Balcani occidentali e della Commissione Europea si terrà a Trieste.

Il processo di Berlino non è un’iniziativa comunitaria, ma non è in contraddizione con le politiche Ue adottate nella regione: la Commissione ha infatti dimostrato fin da subito il proprio appoggio all’iniziativa e ne ha ribadito l’importanza anche nei Progress Report sullo stato di avanzamento dei negoziati di adesione, appena pubblicati.

Sino ad ora, il Processo di Berlino ha contribuito a far tornare sotto i riflettori, almeno in occasione dei summit, il tema dell’integrazione europea dei Balcani e l’importanza della cooperazione regionale.

In questo senso l’insolito asse Belgrado-Tirana, con lo scambio di visite tra il premier serbo Vučić e quello albanese Rama, sono un segnale incoraggiante, in mezzo ai tanti negativi.

A Vienna sono state fatte promesse solenni per la soluzione delle molte dispute bilaterali che ancora segnano la regione. Le relazioni Serbia-Kosovo costituiscono il nodo più difficile da sciogliere, ma non va sottovalutato il problema degli ostacoli frapposti da stati membri a Paesi candidati, in primis l’ostracismo della Grecia verso la Macedonia.

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