Falso Ordine di Malta danneggia reputazione di giornalisti, nell’esercizio della loro professione

Colleghi giornalisti informano su un fatto a loro accaduto. Si tratta di un loro lavoro svolto per conto di un Ordine di Malta, con sede in Italia, il quale è poi risultato farlocco (fasullo), ove il modus operandi di alcuni membri nel loro consiglio direttivo si sovrapponeva al lavoro professionale dell’ufficio stampa, anticipando le notizie su blog e siti web anche ufficiali (con sezione specifica di ufficio stampa), compreso gruppi e pagine nei social net. 

La gravità di quanto sopra si è maggiormente ampliata quando abbiamo saputo, per voce di questi colleghi, che in quell’ordine alcuni membri del Consiglio Direttivo, ritengono essere un onore farne parte, indi per cui i colleghi dovrebbero lavorare gratis.

Ovviamente ci chiediamo se codesti membri di quell’Ordine di Malta per quale motivo ritengono doveroso non retribuire un lavoro professionale, a chi gli fornisce visibilità alla loro attività filantropica.

Ed infine se è lecito sfruttare la consulenza e collaborazione dei professionisti, ricevendo in cambio l’onore di avere un titolo, un mantello ed un lustrino, con il quale logicamente non si pagano le tasse e nè si mangia.

Questo comportamento è un danno alla reputazione dei colleghi giornalisti che lavorano a beneficio di suddetto Ordine di Malta (Associazione senza fini di lucro), con sede in Italia.

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