Firenze 800, I teatri settecenteschi

Nel 1746 la Compagnia dei Risoluti acquistò da un privato un teatro in via del Giardino, chiamato poi di S. Maria dal nome della via dove fu situato il nuovo ingresso; dopo il successo del Saul di Alfieri, fu a lui intitolato nel 1794, ma rimase sempre un teatro di “second’ordine”, dove si alternavano tragedie e melodrammi.

Il più piccolo teatro fiorentino (800 spettatori), quello della Piazza Vecchia (oggi dell’Unità), di proprietà degli Accademici Arrischiati fin dal 1759 e riservato a un pubblico prevalentemente borghese, oggi è in parte inglobato in un grande albergo.

Nel 1787 in un edificio di via dei Cimatori, già sede del riformatorio della Quarconia, lo stampatore Gioacchino Cambiagi realizzò un piccolo teatro per spettacoli di marionette: la Quarconia ebbe sempre un carattere popolare, con un pubblico turbolento, pronto a interrompere con urla, fischi e applausi la rappresentazione: ristrutturato nel 1826 e divenuto del Giglio, rimase “poco raccomandabile” fino agli anni Quaranta, quando fu ingrandito e intitolato a Leopoldo: con l’Unità d’Italia divenne prima Nazionale, poi teatrino di avanspettacolo e infine sala cinematografica.

Nel 1778 era nato in Borgo Ognissanti, su iniziativa degli Accademici Solleciti, un piccolo teatro che prese il nome dalla via; a carattere popolare, ospitò però la prima italiana nel 1791 dell’Amleto di Shakespeare. Nel 1866 gli fu dato il nome di Rossini e nel 1887 chiuse definitivamente (oggi ospita una chiesa evangelica).

Sede del teatro degli Accademici Intrepidi fu un salone di via dei Cresci (oggi Bufalini), dove un tempo si giocava a Pallacorda: da qui il suo nome, divenuto poi Nuovo. Era un teatro ampio e fastoso, che alternava opere in prosa e in musica ed era spesso frequentato dagli studenti di medicina del vicino ospedale di S. Maria Nuova. Col tempo il livello degli spettacoli andò scadendo e nel 1877 chiuse definitivamente: divenuto magazzino, oggi ospita un garage.

Fonte
comune.fi.it