Firenze – Coverciano, Il Circolo Andreoni tra storia e realtà

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Nei primi anni venti del novecento nascono e si diffondono in Toscana le Case del Popolo, una nuova forma di sodalizio dei lavoratori, che raggruppa le differenti funzioni svolte dalle S.M.S.: cooperazione, cultura, mutualità, lotta politica e sindacale. Nel settembre del 1944, immediatamente dopo il passaggio del fronte a Firenze, l’ex Casa del Fascio di Via Settignanese 119, diventò il Circolo Ricreativo Casa del Popolo e prese il nome di un giovane combattente partigiano, caduto a vent’anni, Raffaello Andreoni. Il volontariato con la sua carica ideale e politica fu il fulcro per la costruzione del circolo: attività e sottoscrizioni, sacrificio e abnegazione dei soci portarono all’inaugurazione della nuova sede il 23 ottobre 1955.

Il Circolo Ricreativo “Casa del Popolo Raffaello Andreoni”, detto “Il Circolino”, si trova in località Coverciano, zona periferica di Firenze.

La sopra indicata premessa storica, estrapolata dal sito del circolo, serve per introdurci nell’attuale situazione, anno domini 2016, ove da quanto si riscontra leggendo sul gruppo “Sei di Coverciano Se…” c’è un timore di molti nel trascorrere ore liete e divertenti.

Il recente evento organizzato da un covercianino, insieme ad altri della stessa zona, al circolo Andreoni, il cui successo è stato molto elevato, ha dato vita luminosa a questa location, con un dibattito interessante su ciò che si vede e si riscontra dentro il circolo.

Il circolo è infatti affiliato all’Arci che, ricordiamo, è una associazione di promozione sociale (legge 7.12.2000 n.383), civica e indipendente. L’ARCI è impegnata nella promozione e nello sviluppo dell’associazionismo come fattore di coesione sociale, come luogo di impegno civile e democratico, di affermazione dei diritti di cittadinanza e di lotta ad ogni forma di esclusione e di discriminazione.

Un circolo non è un negozio o un bar, ma nasce dall’iniziativa di cittadini che, senza fini di lucro, si associano per sviluppare un comune interesse, quindi non ci sono “padroni” o “soci fondatori” (dotati cioè di diritti particolari).  E’ invece possibile attraverso le forme consentite dalla legge, lavorare in un circolo e ricavarne un proprio compenso in modo del tutto legittimo.

Fonti varie

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Nota

Segui e partecipa anche tu al dibattito sul Circolo ARCI di Coverciano, clicca su questo link.

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