[Firenze] Fontana della Regina Vittoria

La fontana fu realizzata tra il 1897 e il 1900 (anno della sua inaugurazione ufficiale), in occasione del sessantesimo anno di regno della regina Vittoria d’Inghilterra (Alexandrina Victoria, 1819-1901) e per ricordare le visite fatte dalla sovrana nella città. Promossa dalla comunità britannica fiorentina fu progettata dall’ingegnere Lorenzo Priuli Bon, e realizzata in marmo rosso di Verona dal laboratorio Pellegrini di Verona, quindi consegnata dal comitato promotore al Comune di Firenze.

In ragione di una identificazione, corrente al tempo tra cultura anglosassone e stile gotico, la fontana fu disegnata con una chiara connotazione neogotica che si esplica nell’utilizzo di colonnine tortili e nella ripetizione di archetti acuti impiegati quali motivi decorativi.

“Il pilastro centrale, da cui si dipartono ad una certa altezza le tre vasche poligonali sorrette da colonnini, poggia sulla base di tre gradini sagomati a trifoglio. La fontana si presenta oggi mancante del settore superiore dello stelo centrale (a sezione triangolare e recante sulle facce delle iscrizioni latine), in origine ornato di colonnine tortili e sormontato da una corona in bronzo” (Cresti).

L’asportazione degli ornamenti metallici (che si estendevano ben oltre la corona indicata) è da far risalire agli anni della prima guerra mondiale, come denunciato da Carlo Papini sulle pagine di “Arte e Storia” del 1919: “In Piazza degli Zuavi, la colonia inglese, a ricordo della permanenza in Firenze dell’amata Regina Vittoria, volle eretta una modesta ma utile fontana, con ornamenti in bronzo e quattro mascheroni da cui l’acqua zampillava per ricadere nella sottostante vasca. Non solo furono divelti tali ornamenti, ma anche gli altri ornamenti metallici, e furono ostruite le bocche d’acqua, per modo che la fontana è ora ridotta ad un arido ed inutile ingombro”.

Durante il suo lungo regno, la regina Vittoria visitò Firenze per tre volte, soggiornando per circa un mese ogni volta.

Desiderando che le sue vacanze fossero le più private possibili viaggiava usando il nome di contessa di Balmoral, ma il viaggio sul treno reale con circa 80 accompagnatori non passava certamente inosservato. L’accompagnatore più curioso era un indiano che indossava sempre un turbante e di nome Abdul Karim, suo grande favorito, noto come ‘ il Munshi ‘; oltre ai parenti, medici, ecc.. il gruppo era formato da guardie scozzesi vestite con il kilt e altri servitori indiani.

La regina amava utilizzare solo le sue cose e prima di arrivare a Firenze faceva spedire, la sua carrozza, le sue argenterie, la scrivania rivestita di pelle verde, porcellane e posate.

La prima visita avvenne nel 1888, quando aveva 69 anni e sembra strano che abbia aspettato così tanto tempo, visto che il marito, principe Alberto di Sassonia-Coburgo- Gotha vi aveva già vissuto per tre mesi proprio l’anno prima di sposarla, quando era ospite dei marchesi Gerini in via Ricasoli.

Fonte

Nota
Dal 2013 la fontana attende di essere restaurata. In questa pagina l’annuncio del Comune di Firenze.