Firenze, Palazzo Medici Riccardi: riappare antica buchetta del vino

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Le ‘buchette’ – dette anche per la loro forma ‘tabernacoli’ del vino – sono una testimonianza della vita fiorentina. Servivano per la vendita diretta, dal produttore al consumatore, del vino, di cui nella Firenze del Rinascimento e dei secoli successivi si faceva un grande consumo. I cittadini “bussavano” alle buchette ricavate agli ingressi dei palazzi di possidenti che rendevano disponibili i prodotti delle loro tenute, consegnavano con il soldo necessario il tradizionale fiasco vuoto e lo riavevano restituito pieno dai cantinieri.

Una pratica quotidiana, con tutti i pregi che oggi si dicono del “chilometro zero”: vino genuino, proveniente unicamente dai vigneti e poderi certi, senza mediazioni e tasse.

Le due, finora uniche, Buchette del Vino nei portoni si trovano in Piazza del Duomo al n° 29r, in quella che un tempo fu la bottega di Donatello, e in Via Sant’Antonino al n° 21.

Il caratteristico sportellino ha le misure convenzionali (larghezza cm. 23, altezza cm. 36), necessarie far passare il “fiasco”, ed è visibile solo dalla parte interna del portone, che appartiene a un’ala del palazzo acquista dal Marchese Gabriello Riccardi nel 1789 dalla famiglia Ginori per ampliare e ristrutturare la meravigliosa Biblioteca Riccardiana,.

I documenti d’archivio testimoniano che i Riccardi commerciavano in via Ginori i prodotti, e soprattutto il vino, provenienti dalle loro fattorie di Castel Pulci, Chianni, Rivalto e Villa Saletta.

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