I Gaddi fiorentini furono innanzitutto una famosa dinastia di pittori, attiva tra XIII e XV secolo. Il primo fu Gaddo Gaddi, allievo di Cimabue, mentre suo figlio Taddeo fu il principale aiutante di Giotto, responsabile di alcune tra opere tra le più significative della scuola giottesca in Toscana. Anche suo figlio Agnolo Gaddi fu pittore, tra i dominatori del secondo Trecento fiorentino, così come suo fratello Giovanni. Gli altri due fratelli Zanobi e Alessandro si diedero invece con successo all’arte della mercatura, aprendo banchi commerciali a Venezia e Milano.

Con i proventi della lucrosa attività commerciale venne acquistato un palazzo in piazza Madonna degli Aldobrandini a Firenze, riconoscibile ancora oggi per gli sporti retti da mensole in pietra raccordate da archetti, di sapore medievale. I successivi esponenti della famiglia riuscirono a arricchirsi ulteriormente, ottenendo cariche politiche, tra cui quelle di priore e gonfaloniere, in tutto nove volte. Nella seconda metà del XVI secolo Sinibaldo fu un ricco committente e mecenate. Niccolò Gaddi fu cardinale amico di Clemente VII all’epoca del Sacco di Roma; cardinale fu anche Taddeo Gaddi.

Nel XVIII secolo la famiglia fece costruire un nuovo palazzo molto più grande e sontuoso nella vicina via del Giglio, dove era conservata anche una preziosa biblioteca, una quadreria, con opere di Sebastiano Ricci e altri, e saloni affrescati da Luca Giordano. Il palazzo confinava con un celebre giardino, chiamato il “Paradiso dei Gaddi”, cantato tra gli altri da John Milton.

Lo stemma familiare è una croce trilobata d’oro in campo azzurro.

—Fonte: Wikipedia