[Impruneta – Chianti] Continua il problema prostituzione di ragazze nigeriane

Nella zona del Chianti, in una ben nota strada provinciale che raggiunge la città di Greve, il problema della prostituzione continua, con donne molto giovani di provenienza nigeriana ed è ormai ben noto, tant’è che i boschi intorno sono off limit per le escursioni a piedi ed in mtb. Quella della prostituzione di giovani ragazze nigeriane che si vendono lungo la via al confine dei comuni di San Casciano e Impruneta, è una triste quotidianità che va avanti da anni. Numerosi sono gli operatori turistici e commercianti locali, intervistati, che riferiscono essere costretti ad osservare il problema senza una soluzione. Fra gli stranieri intervistati i più inorriditi sono gli americani, in quanto nel loro paese la prostituzione per strada è un fatto molto grave.

Il fenomeno della prostituzione africana e’ ormai fuori controllo e non ce lo dice certo il quotidiano britannico ” The Guardian “, oltre al Chianti, sul litorale apuano, sull’ Aurelia a Migliarino, in via delle Sorgenti tra Collesalvetti e Livorno, dove centinaia di queste ragazze spesso minorenni stazionano per prostituirsi.

La Toscana è un crocevia di prostituzione ed il numero di queste prostitute aumenta esponenzialmente favorendo il diffondersi di altri fenomeni criminali, come lo spaccio e le aggressioni tra bande rivali di sfruttatori.

Secondo il Ministero dell’Interno, in Italia, la tratta di persone costituisce la terza fonte di reddito per le organizzazioni criminali, dopo il traffico di armi e di droga. Per “tratta di persone” si intende il reclutamento, il trasporto, e l’accoglienza di esseri umani esercitata con la forza o altre forme di coercizione. Molto spesso vengono promessi soldi, lavoro e istruzione.

Nel 2016 i trafficanti di esseri umani hanno fatto sbarcare oltre 3600 di queste ragazze che poi, uscite dai centri d’ accoglienza, portate a prostituirsi.

Da 26 febbraio 2016 il consiglio dei ministri ha adottato il primo piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani.

Nei primi tre mesi del 2017 sono quasi 1600 le ragazze Nigeriane arrivate via mare in Italia; l’UNHCR stima che almeno l’80% di loro verranno destinate al mercato del sesso a pagamento.

La tratta di esseri umani dalla Nigeria e il loro sfruttamento sono un fenomeno drammatico, che ogni anno aumenta esponenzialmente e si diffonde in modo capillare in tutte le Regioni italiane.

Quelle poche nigeriane che riescono a uscirne non tornano in Nigeria perché la prostituzione è un abominio sul piano morale. Se tornano con il denaro, vengono accettate dalla famiglia. Se avviene il contrario, vengono rifiutate ed emarginate.

Le ragazze vengono reclutate nei loro villaggi in Nigeria con il miraggio di arrivare in Europa e avere a portata di mano la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita studiando o lavorando come baby sitter o badante.

Alcuni esperti sostengono che il contrasto dovrebbe partire dal momento dello sbarco, isolando le ragazze nigeriane attraverso colloqui mirati condotti da un pool specializzato e inserendole in un percorso differenziato per la richiesta di asilo: un meccanismo che possa conquistarne la fiducia e spingerle a rompere il vincolo di terrore intriso di voodo che le imprigiona.

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