[Inchiesta] Toscana, oltre 4000 senza fissa dimora; cosa viene fatto per loro ?

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Firenze è tra i capoluoghi italiani, con quasi 2mila “senza fissa dimora”, piazzandosi al quarto posto prima di Torino, Napoli e Bologna e solo dopo Milano, Roma e Palermo. Coloro che non hanno garantito un letto caldo e pasti ogni giorno sono in aumento rispetto al 2011, + 26%, quando erano 2.612. I numerosi senza fissa dimora vengono sloggiati da dove sono e la loro roba sequestrata, nel contempo ai gravi problemi quotidiani sono costretti ad affrontare le conseguenze del clima.

Che tipo di inclusione svolgono gli enti verso i “senza fissa dimora” ?

Le persone senza fissa dimora possono esercitare a Firenze il diritto all’iscrizione anagrafica, soltanto seguendo due percorsi determinati:

.: Il primo prevede che, a seguito della richiesta dell’interessato, l’ufficiale d’anagrafe debba procedere ad accertare il requisito della sua presenza abituale sul territorio indagando sulle sue consuetudini di vita e sulle sue relazioni sociali.

.: Il secondo percorso prevede addirittura che le persone Senza Fissa Dimora debbano accettare l’obbligo di essere assoggettate ad un percorso di inclusione sociale determinato e gestito da un non meglio definito “staff tecnico” incaricato oltretutto di fornire notizie riguardanti la persona stessa all’ufficiale d’anagrafe.

Nel nostro Paese dal 1954 è in vigore una legge che sancisce il diritto/dovere di tutti i cittadini, italiani o stranieri, ad essere anagraficamente iscritti nel Comune ove hanno una stabile dimora o comunque, nel caso di persone senza fissa dimora, ove indichino un domicilio.

Nei lontani anni ’50 la figura dei senza fissa dimora era identificata con i giostrai, i commercianti ambulanti, i girovaghi. Oggigiorno la disoccupazione o comunque la precarietà, il caro affitti, lo sfascio delle famiglie, la solitudine degli anziani, ha mutato tale figura.

A Firenze i cittadini “senza fissa dimora” accedono alle strutture prenotandosi attraverso alcuni sportelli di ascolto dislocati sul territorio (presso il Centro ascolto Caritas in via Faentina e presso la stazione ferroviaria Santa Maria Novella Sportello Acisjf).

Alcuni posti letto sono riservati per quei cittadini che, trovandosi in situazione di improvvisa emergenza, avessero bisogno di un ricovero di pronto intervento sociale, con una possibilità di accoglienza da uno a tre giorni. In questi casi l’accesso alle strutture è garantito 24 ore su 24.

Quattro le strutture predisposte, di cui tre gestite dalla Caritas. Si tratta della Foresteria Pertini a Sorgane (di proprietà comunale) per uomini adulti (massimo 80 posti letto); sempre destinati agli uomini adulti i posti letto nei locali della Parrocchia di Santa Maria Madre a Torregalli (struttura di Caritas) che entreranno in funzione nel caso la Foresteria Pertini non fosse sufficiente a coprire le richieste.

E tutti gli altri dove dormono ?

Oltre all’emergenza dei migranti, ci sono anche i senza fissa dimora, pertanto gli enti pubblici che cosa fanno di concreto per queste persone ?

Quale tipo di inclusione sociale viene fornito ? Quale dignità viene ridata a queste persone che non hanno più nulla ? Quale sicurezza e futuro per queste persone ?

A chi legge ed è preposto nel ottenere soldi pubblici, compresi quelli dall’Unione Europea, il fare concreto affinché la Toscana diventi, come sempre nel passato, un esempio da seguire per altri.

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