Le statue degli illustri toscani agli Uffizi

Con rescritto granducale dell’11 marzo 1842 si costituì la Deputazione fiorentina per realizzare nelle Logge degli Uffizi le statue in onore di vari illustri toscani; presieduta da Giovanni Ginori, intendeva realizzare il progetto di 28 statue del tipografo fiorentino Vincenzio Batelli, che aveva dovuto rinunciare per mancanza di mezzi.

Le statue, raffiguranti personalità della politica, dell’arte, della scienza, della letteratura, ecc., realizzate nel corso di diversi anni (le prime 11 in 15 anni) erano donate alla Comunità in occasione della festa del patrono e collocate nelle nicchie disegnate dal Vasari per scopi architettonici.

Per raccogliere i fondi necessari si ricorse a vari mezzi: la statua di Nicola Pisano (realizzata da Fedi) e quelle di Giotto (Duprè) e di Galileo (Costoli) furono donate dai Lorena; a volte i membri provvedevano di tasca propria, come nel caso della statua di Amerigo Vespucci, pagata dal cavalier Enrico Danty; oppure, artisti celebri come Lorenzo Bartolini, con «generoso patriottismo», si accontentavano di essere retribuiti come altri artigiani meno noti, «postergando ogni particolare interesse».

In genere comunque, per raccogliere fondi, la Deputazione organizzava «un palio alla tonda», ovvero una corsa di cavalli con fantini, e alcune tombole agli Uffizi e in piazza S. Maria Novella.

Nel giugno 1848 la Deputazione, donando la statua di Donatello Bardi, annunciò che entro due anni ne avrebbe donate altre tre, «restando però dubbio l’evento delle sette statue che allora mancheranno a compimento del decoro di detti Uffizi, perché la loro esistenza è ormai esclusivamente collegata all’effettuazione e all’esito delle pubbliche tombole».

Fonte
comune.fi.it