Massimo Recalcati, lectio magistralis: la “Dinamica del processo creativo”

Nell’ambito della mostra “La Botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra Arte e Natura”, il Prof. Massimo Recalcati, psicanalista, ha tenuto una lectio magistralis, venerdì 15 novembre 2019, presso l’Aula Magna del Museo di Santa Maria Novella in Firenze.

Leonardo Da Vinci è stato un grande paradigma del genio creativo. Con questa Lectio Magistralis, dal titolo la “Dinamica del processo creativo”, il prof Recalcati ha parlato dell’esperienza sulla creazione artistica, in che cosa consistesse l’atto della creazione nel contesto pisicoanalitico dell’“inconscio”.

A due mesi dall’inaugurazione, dopo il recente successo dell’incontro con Piergiorgio Odifreddi, questo nuovo grande evento di approfondimento dedicato alla mostra “La Botanica di Leonardo” ripercorre il paradigma del genio creativo.

Ma che cosa significa parlare di creazione? In che cosa consiste l’atto creativo? E che legame ha con il nostro inconscio?

Massimo Recalcati lo ha spiegato nella sua Lectio Magistralis, in modo perfetto e coinvolgente, avendo anni di esperienza, impegnato in docenze accademiche, cliniche ed editoriali.

La Lectio si è quindi articolata sulla propria attività scientifica intorno ad alcune direttrici fondamentali:

1.analisi della psicopatologia contemporanea e dei disturbi alimentari;

2.studio dell’insegnamento di Jacques Lacan;

3.riflessione sulla figura del padre nell’epoca ipermoderna;

4.analisi del rapporto tra politica e disagio della civiltà contemporanea, tra psicoanalisi e creazione artistica.

Recalcati ha spiegato le tematiche psicanalitiche trattate da Jacques Lacan (1901-1981), ove mettono in primo piano la nozione di inconscio, procedendo verso l’abbandono della centralità del soggetto come chiave d’interpretazione del modo d’essere dell’uomo e della sua storia.

Lancan si è sempre proclamato l’unico vero interprete dell’insegnamento di Freud. La rivoluzione freudiana è consistita nel detronizzare l’Io, riconoscendo nell’ inconscio , la vera voce dell’individuo: chi parla nell’individuo non è propriamente l’Io, ma l’inconscio. Come aveva mostrato Freud, soprattutto nell’ “Interpretazione dei sogni”, l’inconscio è ” strutturato come un linguaggio “, è ” desiderio che diviene linguaggio ” e l’analisi dell’inconscio è dunque fondamentalmente la decifrazione di tale linguaggio .

“L’inconscio è il cerchio più grande che include al suo interno il cerchio più piccolo del conscio; tutto ciò che è conscio si origina nell’inconscio, mentre l’inconscio può arrestarsi prima e continuare comunque a reclamare pieno valore come attività psichica”, diceva Sigmund Freud.

Sigmund Freud non fu il primo ad utilizzare questo termine, questa idea.

Il concetto di inconscio comparve per la prima volta tra gli scritti di Cartesio, e successivamente fu perfezionato da Locke e da Leibniz.

Poi fu a volta di Neurologi come Jean Martin Charcot o Hippolyte Bernheim che parlavano già dell’inconscio.

Tuttavia Freud fece di questo concetto l’asse portante delle sue teorie, dandogli nuovi significati.

Ovviamente la psicologia e la neuroscienza attuale non tolgono valore all’inconscio. In realtà, questo mondo affascinante e di estremo valore ci permette di comprendere quel tessuto psichico che conferma gran parte di ciò che siamo.

Il Prof Recalcati ha parlato anche della “condizione del vuoto”.

Il concetto di ‘vuoto’ è cambiato profondamente nel corso del tempo: per Aristotele, ad esempio, il vuoto non esisteva affatto. “La natura – egli diceva – aborre il vuoto”. Il filosofo greco era giunto a questa conclusione dopo aver osservato che quando da un luogo veniva tolta tutta la materia, producendo appunto il vuoto, immediatamente nuova materia vi si precipitava a colmarlo; per Aristotele quindi la materia doveva essere ovunque.

La creazione, spiega, giunge quando si produce il vuoto nella mente, per rendere possibile il gesto creativo bisogna dimenticare quello che si sa, ovvero la conoscenza.

L’evento della Lectio Magistralis del Prof Massimo Recalcati si è concluso con una ovazione di applausi dei numerosi partecipanti; al termine il professore si è concesso a scambi di saluti e autografi.

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Si ringraziano per la stesura dell’articolo:

L’ Sigmund Freud University – Milano

Aboca S.p.A – Ufficio Media Planning &  Media Relations per le foto di copertina e sul pubblico in sala.