Osteria “Le Tre Rane di Sandro e Leonardo”

Sandro Botticelli e Leonardo da Vinci, dopo il loro incontro nella bottega del Verrocchio, avrebbero cementato l’amicizia aprendo un’osteria chiamata Le Tre rane di Sandro e Leonardo. Qui la clientela sceglieva il menù, sia leggendo le pietanze scritte da destra a sinistra dal mancino Leonardo, sia indicando le immagini disegnate dal Botticelli.

Sandro Filipepi detto Botticelli, figlio di un conciatore di cuoio, fu uno dei maggiori pittori del ‘400 fiorentino. La prima notizia su di lui la fornisce il padre quando, in una dichiarazione del 1458 agli Uffizi del Catasto, fa scrivere: “Sandro, mio figlio, ha tredici anni, sta a legare ed è malsano”, intendendo per “a legare” l’attività di legatore di gioie e apprendista orafo (disegno e incisione) svolta presso una bottega.

Sandro Botticelli, contemporaneamente diventò prima garzone e poi capocuoco alla “Taverna delle tre lumache” sul Ponte vecchio a Firenze. Vi lavorò per circa sette anni finché un incendio non distrusse il locale nel 1478.

L’origine del soprannome “Botticelli” è da ricercare: o nello stretto rapporto che legava Sandro al fratello Giovanni, chiamato “Botticello” (basso, grosso, colorito e ripieno di vino), o nell’attività dell’altro fratello Antonio che batteva l’oro (battigello).

La madre di Leonardo, Caterina, sposò un vecchio pasticcere in pensione e a differenza di quanto si è creduto per molto tempo, Leonardo ebbe modo di frequentarlo assiduamente.

Suo padre, il notaio Pietro, non impedì alla madre naturale di vederlo di tanto in tanto e con lei anche il patrigno. Questo pasticcere di nome Accatabriga di Piero del Vacca, insegnò al bambino a conoscere i dolciumi e a prepararli, così egli poté crescere creando modellini di marzapane che lo fecero appassionare all’arte culinaria sempre di più.

Leonardo da Vinci ebbe quindi, per tutta la vita, la passione per la cucina. Vegetariano, innovatore, sperimentatore in questo campo come in mille altri, Leonardo fu per più di trenta anni Gran Maestro di feste e banchetti alla corte degli Sforza, a Milano.

Nel periodo milanese con Ludovico il Moro, Leonardo ebbe modo di appuntare numerose ricette segnando sia le sue preferite che quelle più odiate (come l’anatra in gelatina, il pane di canapa e il budino di sambuco).

Fonti varie:
1. https://www.taccuinigastrosofici.it/ita/news/moderna/personaggi/Sandro-Botticelli-e-losteria-delle-Tre-Rane.html
2. https://pl.toluna.com/opinions/858613/Osteria-Rane-Sandro-Leonardo.htm
3. https://futuropassato.wordpress.com/2012/04/17/i-segreti-in-cucina-di-leonardo-da-vinci/