“Pompelmo: un importante alleato durante l’inverno, ma attenzione all’interazione con i farmaci

La Food and Drug Administration (FDA) ha pubblicato un articolo per ricordare ai consumatori che il succo di pompelmo può interagire con alcuni farmaci. Il succo di pompelmo è in grado di interferire con l’assunzione di farmaci attraverso due meccanismi completamente opposti tra loro. La severità dell’interazione dipende dall’individuo, dal farmaco e dalla quantità di succo bevuto.

Da una parte il pompelmo può inibire il CYP3A4, per cui i farmaci metabolizzati da tale isoenzima permangono più a lungo nell’organismo con un aumento delle concentrazioni ematiche del farmaco. Questo è il caso che si verifica nel confronto delle statine, come la simvastatina e l’atorvastatina, per cui si verifica un aumento del rischio di sviluppare alterazioni epatiche e muscolari che possono portare ad insufficienza renale.

Il pompelmo è anche in grado di alterare le proteine adibite al trasporto di farmaci che regolano l’assorbimento intracellulare dei farmaci. Un’alterazione di queste proteine da parte del succo di pompelmo, come ad esempio un loro blocco transitorio comporterebbe un diminuito assorbimento del farmaco assunto e di conseguenza una ridotta efficacia. Questo meccanismo interessa ad esempio i farmaci antistaminici.

Risulta perciò fondamentale chiedere sempre al proprio medico se è possibile assumere succo di pompelmo se si stanno assumendo farmaci.

Il pompelmo però non deve essere abolito o eliminato da chiunque. Se non si assumono determinati farmaci e non sussistono particolari motivazioni per la sua esclusione dalla dieta, il pompelmo è un alleato importante durante la stagione invernale per la quantità di vitamine e minerali che contiene.

100 g di pompelmo contengono: solamente 32 Kcal, 134 kj, 0.1g di grassi, 8.08g di carboidrati (zuccheri), 1.1g di fibre, più di 90g di acqua e ben 34.4mg di acido ascorbico (Vit. C).

La sua composizione nutrizionale in macro e micronutrienti lo rende un ottimo alleato nella stagione fredda invernale, sia per la presenza elevata di Vit. C che per la suddivisione in carboidrati e grassi.

Dott.ssa Carolina Margheri – Biologa Nutrizionista e Farmacista
carolina_margheri_nutrizionista@nutrizionesalute.info

 

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