Province, rimangono loro funzioni

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Le Province non si toccano più. Con l’esito del referendum, gli enti intermedi che fino a domenica erano destinati alla soppressione, sono salvi e protetti dalla Costituzione che i cittadini non hanno voluto cancellare.
Per capire. Dice la Costituzione, articolo 114: «La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione…».

Ad aprile 2014 arriva la legge nazionale firmata dal ministro Delrio che ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale e stabilisce che in attesa della riforma del titolo V della Costituzione, le province diventano “enti territoriali di area vasta”, con il presidente eletto dai sindaci e dai consiglieri dei Comuni della provincia.

Rimangono solo due livelli amministrativi territoriali a elezione diretta: Regioni e Comuni.

Domenica scorsa gli italiani hanno detto No a quella attesa riforma del titolo V della Costituzione di cui parlava la legge Delrio, così, la Carta resta invariata e di conseguenza le Province restano.

Lo hanno detto forte e chiaro gli elettori, contraddicendo – come hanno rimarcato diversi leader politici – il referendum di quattro anni fa e pure il sentiment diffuso sul taglio delle poltrone e degli enti.

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