La scampanata ha origine in una leggenda popolare, in cui una matrona romana di nome Angiria sarebbe arrivata a Campalone tra il II e I secolo a.C., colpevole di aver assassinato il marito. Qui costruisce e gestisce una stazione termale: si racconta che per punire i suoi dipendenti più pigri li obbligasse nel mese di maggio a cavalcare nudi un asino intorno alle terme, per essere derisi dagli abitanti. Questa tradizione è abbastanza comune in Europa, secondo il rituale del charivari, ossia l’umiliazione di un appartenente alla comunità che ha infranto le regole, il trasporto e la derisione del responsabile.

Il Codice Taglieschi (1626) è il primo a citare storicamente questa tradizione, in un manoscritto che racconta un episodio risalente al maggio 1621: un abitante dormiglione di Anghiari, Basilio Morgalanti, viene messo su un somaro e trasportato per il paese tra gli schiamazzi della folla e il frastuono di strumenti improvvisati. Una descrizione simile è presente anche in un questionario del 1809 del governo francese, che riferisce di scampante per chi dormiva troppo.

L’usanza si è ripetuta per secoli fino alla sua interruzione con la seconda guerra mondiale. La tradizione è stata riproposta in via permanente dal 1980, riprendendo le usanze del passato. Nel mese di maggio ogni giovedì e domenica gli iscritti alla Società della Scampanata devono presentarsi alle 6 del mattino nella piazza principale di Anghiari. Chiunque non rispetti la regola viene prelevato dalla propria abitazione e condotto per le vie del borgo su un carretto addobbato con un pesce appeso, accompagnato da musica e lancio di alimenti (uova e farina).

Fonte