Rapporto Oms su malaria (1)

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Il numero di casi ‘indigeni’ è stato azzerato, crollando dai 90.712 contagi che si registravano nel 1995 a nessuno nel giro di due decenni. Il Vecchio continente centra così l’obiettivo di sconfiggere la malattia, che si era posto proprio per il 2015, dando il suo contributo al raggiungimento di una meta ancora più ambiziosa, cioè l’eliminazione totale della malaria.

Per questo traguardo, avverte però l’Oms, si deve continuare con il lavoro di prevenzione.
E anche l’Europa non è definitivamente al sicuro. Anche perché, “finché non sarà eradicata a livello globale, le persone che viaggiano da e verso Paesi endemici possono in qualunque momento reimportare la malattia in questa regione”, puntualizza Zsuzsanna Jakab, direttore generale Oms per l’Europa. Gli sforzi del Vecchio continente per liberarsi dalla malaria sono stati finanziati da partner chiave. Essere riusciti a piantare la bandiera ‘malaria free’ sui propri territori “è una pietra miliare nella storia della salute pubblica in Europa, così come nella lotta in corso a livello mondiale”, commenta Jakab. “Plaudo a questo traguardo come risultato di un forte impegno politico messo in campo dai leader europei con il supporto dell’Oms. Ma questo – ammonisce – non è solo il momento di festeggiare il nostro successo: è anche l’opportunità di mantenere saldamente la condizione che abbiamo faticosamente raggiunto”. Per evitare che lo spettro della malaria torni ad agitarsi sulla regione europea “dobbiamo mantenere il buon lavoro al fine di impedire la reintroduzione della malattia”.

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