Regione. Sanità: ex Banti, nessun pericolo di dispersione amianto

L’assessore Stefania Saccardi risponde all’interrogazione di Paolo Marcheschi (Fdi): “I campionamenti dell’aria hanno dato esito negativo. Già in corso di progettazione rimozione struttura in eternit e bonifica del sito“.

La copertura in eternit dei solarium dell’ex Banti, complesso ospedaliero di Pratolino, non rappresenta un pericolo per la salute pubblica.

I campionamenti dell’aria “fatti eseguire a partire dal 10 giugno scorso, hanno dato sempre esito negativo”.

In ogni caso “è già in corso la progettazione della rimozione della struttura e della bonifica del sito”.

È quanto dichiara l’assessore alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, chiamata a rispondere ad un’interrogazione del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Paolo Marcheschi.

Saccardi rivela anche la stima dei costi per la rimozione, tra i 50 e i 60mila euro.

La possibile presenza di amianto potrebbe derivare da “violazioni e sconsiderate intrusioni” nell’area che non meno di qualche settimana fa hanno fatto registrare anche un decesso.

Il 19 luglio 2019, infatti, un giovane ha perso la vita all’interno del sanatorio di Vaglia e sull‘incidente l’assessore toscano è chiaro:

”La direzione aziendale si è immediatamente attivata e, pur non sembrando emergere responsabilità dirette, resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria”.

Sulle effrazioni che si sono registrate in questi anni all’interno del sito, documentate dal consigliere Marcheschi attraverso un sopralluogo, Saccardi è altrettanto chiara: “L’intera area è recintata e provvista di un cancello di accesso provvisto di lucchetto.

I varchi al fabbricato sono murati o muniti di rete elettrosaldata.

L’accesso improprio si presume avvenga per lo più dal bosco, forzando la recinzione esterna”.

Le misure di contenimento adottate, prevedono un “servizio di vigilanza h24 con tre accessi di ronda dalle 7 alle 20, controllo con unità cinofila dalle 20 alle 7.

Il servizio sarà attivo fino al 30 settembre per un costo complessivo che supera i 38mila euro”.

“Pur trattandosi di reati procedibili per ufficio, quando si sono verificate le condizioni la direzione ha sporto denuncia” continua ancora l’assessore spiegando che i “relativi procedimenti penali sono ancora in corso”.

A detta del consigliere Marcheschi, l’interrogazione serve a “rimettere all’ordine del giorno dell’agenda regionale le condizioni di degrado in cui versano immobili anche di pregio che sarebbe necessario valorizzare e rendere nella disponibilità dei cittadini”. L’ex sanatorio Banti è, in questo senso, “il caso emblematico”.

MET – Regione Toscana