San Salvi, Piano di rinascita; dopo le polemiche ci saranno i fatti ?

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“Ripartiamo dalla cultura per dare nuova vita a San Salvi”. Così il presidente della commissione urbanistica Leonardo Bieber sintetizza le intenzioni dell’amministrazione comunale riguardo al piano di rinascita della fascia nord dell’area di San Salvi, dopo l’audizione questa mattina in commissione dell’associazione “Per la memoria viva di San Salvi Carmelo Pellicanò”, degli architetti autori del progetto realizzato in collaborazione con Chille de la Balanza e del responsabile dipartimento salute mentale Asf.

Secondo Bieber “puntare sulla cultura e sull’integrazione del parco con la città è una chiave vincente. Al contrario di altri progetti per la riqualificazione dell’area, il piano riguarda solo una parte dei 33 ettari, l’area nord, appunto, quella che ad oggi presenta più problemi in termini di sicurezza. Il progetto non contrasta con le altre attività del parco e può rappresentare un forte elemento di traino per la riqualificazione di tutta la zona. Si abbatterebbero parte dei padiglioni industriali, realizzando una piazza che ha già un nome: 13.12.98, data in cui l’ultimo malato lasciò la struttura. Convocheremo al più presto in commissione i vertici ASL per verificare la fattibilità in termini economici e finanziari del progetto, anche ricorrendo all’ipotesi dell’accesso a fondi europei”.

Il progetto di ridisegno dell’area presentato prevede, per una spesa di circa 10 milioni di euro, la realizzazione di una piazza con funzioni di area mercatale, direttamente collegata con un percorso pedonale a via del Mezzetta, la nuova Biblioteca Chiarugi di 2.500 mq, il restauro del cinema Teatro da 250 posti e il Museo della Tinaia, luogo dove conservare le opere e la memoria della storia di San Salvi. Non solo: previsto anche un parcheggio da 250 posti auto e una cavea esterna per spettacoli all’aperto con caffetteria-ristorante e sala esposizioni.

“Il ruolo della commissione urbanistica – ha concluso il presidente Bieber – sarà quello di avviare il percorso, mettendo intorno a un tavolo tutti gli attori coinvolti”.

Comune di Firenze